Mancano solo poche ore alla notte di Halloween . Questa è per eccellenza la notte più paurosa che ci sia!

Fino a poco tempo fa lo pensavo anche io, ma ora non più! E sai il perché? Ora ti racconto qualcosa di più su questa festa.

A Nashville è difficile arrivare impreparati per il party di Halloween , perché i negozianti hanno iniziato ad esporre i gadget a tema a fine Luglio! Noi giochiamo d’anticipo eh 😉

In America questa festa è molto sentita. C’è la corsa per accaparrarsi le zucche più belle, come ti accennai in questo articolo Una domenica in fattoria.

Ma vorrei precisare una cosa: la festa di Halloween non è nata in Usa. Eh no. Ha origini ben più antiche.

“Halloween viene più tipicamente collegata alla Samhain, festa pagana di origine gaelica, che si celebra tra il 31 ottobre e il 1º novembre, spesso conosciuta anche come Capodanno celtico: secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa tra i popoli dell’Inghilterra, dell’Irlanda e della Francia settentrionale, l’anno nuovo incominciava il 31 ottobre. Deriverebbe da un termine irlandese antico, samain, samuin, o samfuin, che potrebbe significare fine dell’estate, mentre in gaelico (irlandese moderno) significa Novembre.

L’origine del nome Halloween rappresenta una variante scozzese, dal nome completo All Hallows’ Eve che tradotto significa Notte di tutti gli spiriti sacri, cioè la vigilia di Ognissanti (in inglese arcaico “All Hallows’ Day”).

L’origine andrebbe ricercata nel racconto del personaggio di Jack O’ Lantern che fu condannato dal Diavolo a vagare per il mondo, di notte, alla sola luce della zucca “scavata” contenente una candela. Poiché il termine inglese per scavare è to hollow (e quindi l’atto di scavare è “hollowing”) da ciò deriverebbe il nome Halloween .

Negli USA, a partire dalla metà dell’Ottocento, la festa si diffuse specialmente a causa dell’immigrazione irlandese, fino a diventare, nel secolo XX, una delle principali festività statunitensi.

Negli ultimi anni la festività di Halloween ha assunto carattere consumistico, con un oscuramento progressivo dei significati originari. Festeggiamenti che durano interi weekend sono ormai tipici in tutti gli Stati di influenza anglofona. Così in Usa, Irlanda, Australia e Regno Unito, Halloween viene festeggiato come una festa del costume, dove party in maschera e festeggiamenti tematici superano il tipico valore tradizionale del “dolcetto o scherzetto”, per dar vita a una nuova tradizione di divertimento.” (Fonte Wikipedia)

Nel nostro quartiere si vede un pò di tutto: dalle case infestate dagli zombie, ai giardini che si trasformano in veri e propri cimiteri. Streghette distratte e gatti neri col pelo rizzato. E poi ancora tante zucche variopinte e ragni che tessano la ragnatela. C’è chi ha fatto un vero e proprio lavoro da certosino, con tanto di musica ed effetti sonori da far accapponare la pelle.

Ma non è detto che Halloween faccia solo rima con zombie, sangue e compagnia bella. I bambini e gli adulti possono vestirsi come gli pare e piace.

E’ il secondo anno che festeggiamo Halloween in Tennessee, ed ora come ora ti posso assicurare che questa festa non ci fa paura, perché è una sorta di Carnevale. Noi per esempio, abbiamo cominciato i festeggiamenti venerdì pomeriggio in palestra con un party benefico a favore della popolazione del Texas, colpita recentemente da un devastante uragano e ci siamo vestite come i personaggi della saga di Star Wars. Al party eravamo circa 50 tra adulti e bambini e di di zombie o di facce sanguinolente neanche l’ombra. Non dico che non se ne vedono in giro per carità, perché ognuno è libero di vestirsi e truccarsi come gli va, ma sono decisamente in minoranza.

Anche a scuola hanno organizzato Halloween party, con giochi a tema e spazi attrezzati per disegnare e decorare con i più piccini. Un modo carino per tenere unita tutta la community.

Nel tardo pomeriggio del 31 ottobre, dopo l’imbrunire, si vedono in giro gruppetti di bambini accompagnati dai genitori, bussare alle porte di casa per il Trick or treat, ma anche in questo caso esiste un regolamento preciso: si bussa solo alle case addobbate e che hanno lasciato la luce accesa all’ingresso, sennò si va oltre, sempre con educazione e rispetto. Per noi questo sarà il primo Trick or treat e non sto nella pelle, sono più emozionata delle mie bambine 😉

Una cosa che mi piace davvero tanto è che i bambini se vogliono possono vestirsi da principe o principessa anche tutto l’anno, non deve per forza esserci un motivo. Mi capita spesso di vedere Elsa o Belle al playground. Fa parte di questa cultura lasciare liberi i bambini di essere quello che vogliono in quel preciso momento.

Nessuno ti punterà mai il dito contro o riderà di te per gli abiti che indossi.

PH by Giorgia Balestri ©2016 Once Upon A Dream