Oggi voglio affrontare un argomento delicato, di cui non si parla mai volentieri, cioè di separazione e di alimenti .

Complice la notizia di qualche giorno fa del comico Marco della Noce costretto a vivere in auto, stando alla ricostruzione del comico, perché la ex moglie ha chiesto e ottenuto il sequestro della partita Iva per garantire il pagamento degli alimenti per i figli. Ieri l’avvocato di lei ha prontamente smentito la notizia, dicendo invece che Marco “ha sperperato tutti i suoi guadagni e dal 2013 non passa gli alimenti”.

Non voglio entrare nei meriti di chi ha torto o di chi ha ragione, la verità la sanno solo loro.

Una cosa è certa: di padri separati sull’orlo del tracollo economico, ce ne sono tanti in Italia, anzi troppi. Un gran nuvolo di uomini che per sostenere lo stesso tenore di vita all’ex moglie e ai figli, non hanno i soldi per pagare un affitto e così vivono dentro l’automobile o sono ridotti allo stato di clochard. Papà separati in fila alla mensa dei poveri, perché non possono permettersi un pasto caldo al giorno.

Secondo il Rapporto Caritas 2014, in Italia i padri separati sono circa 4 milioni, 800mila si trovano sulla soglia di povertà. Ma perché siamo arrivati a questo? Perché spesso e volentieri un padre che deve affrontare una causa di separazione non è tutelato. Ed ho le mie ragioni per affermarlo.

Conosco una persona a me cara che si è trovato in una situazione del genere. Per carità non è arrivato al tracollo finanziario, ma…

Quando conobbi Andrea stava affrontando la causa di separazione : penso che siano stati i mesi più belli e più duri in assoluto per noi. Ci frequentavamo da poco e tutte le volte che aveva un incontro dall’avvocato per definire la causa, non era di malumore, di più. I sensi di colpa non aiutavano e i ricatti tantomeno. La cosa è andata avanti dei mesi, fino allo sfinimento. Fino a quando non ha deciso di firmare quel “maledetto” foglio per disperazione.

Quando conobbi Andrea stava affrontando la causa di separazione .

Qualche giorno prima dell’udienza in Tribunale, lui mi raccontò de l’accordo: per tutti i mesi avvenire avrebbe dovuto versare la modica cifra di 1.000 €.

Cioè sulla base del reddito LORDO, leggi bene reddito LORDO no NETTO, avevano calcolato questa cifra, più le spese extra da dividere al 50%.

In pratica, l’allora mio fidanzato che percepiva circa 1.800 € al mese di base se non viaggiava all’estero, come avrebbe campato? Di aria?!

Perché se dallo stipendio base al NETTO cominci a tirar via 1.000,00€ per gli alimenti, 450,00€ per l’affitto, 50,00€ di spese condominiali mensili, 200,00€ per la benzina, 300,00€ per la spesa al supermercato e 150,00€ per le utenze, alla fine del mese che cosa ti rimane? Nulla, perché hai già sforato di un bel pò…

Inutile dire che ricominciò a viaggiare tanto per lavoro, che tradotto significò più di 6 mesi l’anno. Anche se le intenzioni erano di trovare un lavoro che gli permettesse di stare di più a casa e di godersi i figli, non fu possibile.

E non lo è tuttora.

Purtroppo questa cifra incide parecchio sul bilancio familiare. E diventa frustrante sia per me che per Andrea dire spesso di NO alle richieste delle bambine, richieste del tutto legittime, come poter frequentare la palestra o praticare uno sport nel doposcuola.

O per esempio andare in vacanza: bella grazia se ci andiamo una volta all’anno. Ma d’altra parte se non si provvede al pagamento, entrano in ballo i pignoramenti o la cessione del quinto sullo stipendio.

E’ giusto ed è un dovere per un padre pagare gli alimenti ai figli, non dico di no. E quelli che ricorrono a certi trucchetti per esonerarsi dall’onere sono la più brutta specie sulla terra.

D’altra parte non si dovrebbe mettere in croce una persona, ridurla alla povertà o che ne so, costringerla a decisioni importanti controvoglia.

Io e mio marito abbiamo accantonato a priori l’idea di avere un altro figlio. La nascita di un bambino porta tanta gioia in famiglia, però un figlio non può campare di solo amore. Ha bisogno di essere educato, assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. Ha bisogno di essere istruito e mantenuto. Tutto questo costa energie e denaro, tanto più ora che viviamo in Usa.

E’ inevitabile un cambio di direzione, senza se e senza ma…

Abbiamo rinunciato a comprare casa per ora, perché è difficile mettere dei soldi da parte per un cospicuo anticipo. Poi tra qualche anno, quando le bambine frequenteranno la scuola primaria pubblica (qui in Usa è gratis) si vedrà.

E’ dura non dico di no, ma il segreto per affrontare tutto ciò è pensare positivo. Pensare che domani sarà meglio. Grazie a Dio il lavoro non ci manca, a differenza di quei padri separati che non hanno neppure quello e sono costretti a fare la fame. Anche se questo ci è costato caro, perché viviamo dall’altra parte dell’oceano. Abbiamo lasciato le nostre famiglie, i nostri più cari amici per dare un futuro diverso ai nostri figli.

Quando affrontiamo l’argomento separazione, Andrea mi dice che vorrebbe tornare indietro per rifare tutto da capo, per non sbagliare, per non fare torto a nessuno, ma sappiamo entrambi che non è possibile. E allora andiamo avanti, stringiamo i denti con la speranza che un giorno le leggi in merito alla separazione e agli alimenti in Italia cambieranno in meglio a tutela di ogni singolo individuo.

Quanto dobbiamo aspettare ancora? Bella domanda eh…