8 In INTERVISTE/ VITA IN AMERICA

La mia intervista al Resto del Carlino

Quando a Giugno venni contattata da Laura Corallo, giornalista sassolese, fui entusiasta e felice di aver l’occasione di potermi raccontare con una breve intervista al Resto del Carlino edizione Modena. Di solito sono io che le faccio 😉

Al momento dell’uscita sul giornale, per ovvie ragioni di spazio, molte frasi sono state tagliate, così ho deciso di mostrarti l’intervista completa su Once Upon A Dream.

Ti auguro buona lettura!

La mia intervista al Resto del Carlino edizione Modena, racconta del mio blog e della vita in Tennessee.

Lei è nata a Sassuolo ma oggi vive negli Stati Uniti, nel Tennessee. Perché ha deciso di lasciare l’Italia?

G. Ho deciso di lasciare l’Italia per amore, per seguire mio marito. Lui viaggiava spesso per lavoro, stava via anche 6 mesi all’anno e ultimamente i luoghi che frequentava non erano il massimo della vita.

Io ero in ansia tutte le volte che partiva. Quando ricevette una proposta di lavoro per gli Usa, non ci pensammo due volte ad accettare.

Inoltre ho deciso di lasciare l’Italia per dare un futuro diverso alle mie bambine, farle crescere bilingue non ha prezzo.

E poi chissà, se un giorno decideremo di rimanere a Nashville più a lungo, le ragazze valuteranno la possibilità di frequentare college prestigiosi.

In Usa la stragrande maggioranza delle persone è laureata e non ha difficoltà a trovare lavoro finiti gli studi. Direi che anche questo aspetto non è da poco, viste le prospettive di lavoro in Italia.

Moglie, mamma, blogger in un paese straniero. Come riesce a conciliare i diversi impegni della sua vita?

G. Bella domanda. Ci provo continuamente, tutti i santi giorni, ma non è facile conciliare tutto, è davvero una sfida!

Passo gran parte del mio tempo in auto, perché in Tennessee le distanze sono davvero enormi e per fare qualsiasi cosa, è necessario l’utilizzo della vettura. Poi mettici che per risparmiare un pochino, mi reco a fare la spesa nel supermarket non proprio dietro casa.

Passo anche tanto tempo in cucina, perché saper fare di tutto in casa, dal pane, alla pizza, ai dolci è diventata un’esigenza, per evitare di ingerire alimenti poco raccomandati, come gli OGM e corn syrup.

E quando è ora di andare a riprendere la bambina al day care non vuoi andare al parco tutti insieme a giocare? Giusto un’oretta, perché a Nashville si cena prestissimo, poi una corsa a casa per fare il bagnetto e per mettere il pigiama.

Nel frattempo torna a casa mio marito e gioca con le bambine, mentre io mi dedico al blog. E quando ci sono delle scadenze da rispettare, faccio un enorme sacrificio per tenere gli occhi aperti, perché dopo una giornata frenetica, avrei solo voglia di farmi una doccia e buttarmi sul letto, ma non posso…

Quando ha deciso di fondare il blog Once Upon a Dream?

G. Devo fare una premessa: l’idea di fondare un blog nacque a Marzo 2014. La mia primogenita stava buona solo al parco di fronte a casa. Appena varcavo l’ingresso, lei cadeva in un sonno profondo ed era capace di dormire anche due ore di fila! Quindi mi ritrovai ad avere un sacco di tempo libero tutti i pomeriggi e cominciai a scrivere.

Di argomenti ne avevo da raccontare: dal ricovero di Adelaide a soli 40 giorni di vita dove rischiammo di perderla, al reflusso gastroesofageo che la colpì a 3 mesi, allo svezzamento e via dicendo. Insomma il blog diventò la mia terapia alla solitudine, dato che spesso e volentieri mi ritrovavo a casa da sola con la mia bambina.

Nacque così il mio primo blog Ninna Nanna Ninna – O . Da quel momento iniziò ufficialmente il mio percorso di mamma blogger che mi ha portato fino a qui.

Il primo blog non si scorda mai, è vero, ma ultimamente sentivo l’esigenza di raccontare altro, ad esempio della nostra futura esperienza in Tennessee, così ad Aprile 2016 nacque Once Upon A Dream, in pratica Ninna Nanna Ninna – O è risorto con un nuovo nome, un nuovo logo.

Quando ha lasciato l’Italia aveva un lavoro? Ora di cosa si occupa?

G. Sì lavoravo. Terminata la maternità sarei dovuta tornare al mio impiego di assistente dentale, ma sapevo già del trasferimento in Tennessee, quindi a malincuore diedi le dimissioni.

Adoravo il mio lavoro e non sono mancate le soddisfazioni personali in tutti questi anni.

Per ora mi occupo della gestione della casa, mi prendo cura delle bambine e nel tempo libero scrivo con passione per il blog.

Cosa significa essere una mamma all’estero? Quali sono gli aspetti positivi e negativi e le  differenze con il modo di educare qui in Italia?

G. Fare la mamma all’estero non è mica semplice, è un attimo che la solitudine venga a bussare alla tua porta. Perchè quando ci si trasferisce per seguire il lavoro del proprio marito, si lascia tutto, la famiglia, l’occupazione e gli amici compresi. E’ inevitabile che si finisca per fare la mamma a tempo pieno per i primi anni.

Per fortuna che ho il mio blog: in questi 11 mesi è stata la mia valvola di sfogo, che mi tenuto mentalmente impegnata nei momenti di solitudine.

Dalla mamma americana ho imparato tanto: veste pochissimo i figli, anche quando ci sono 0°C e non si ammalano mai. Cos’è la canottiera?

La mamma americana al parco non alza mai la voce con i pargoli, ma spiega con garbo e pazienza. Incoraggia i figli con le frasi “Good Job” “Good girl/Good boy”.

Poi però ti accorgi che la mamma americana non allatta al seno e se lo fa non in pubblico, per colpa del pudore o semplicemente perché non viene incoraggiata a farlo.

Può immaginare come mi sentissi io che ho allattato al seno per ben 23 mesi e in qualsiasi posto…

Il Tennessee fa parte della Bible Belt un’area culturale degli Stati Uniti in cui vive una grande percentuale di persone di religione strettamente Cristiana Protestante, per lo più evangeliche. Per certi aspetti la mentalità è molto ristretta rispetto alla nostra europea, anche per quanto riguarda l’educazione dei figli.

Cosa le manca di Sassuolo? Quali sono gli aspetti positivi, nel settore lavorativo e vita privata, che trova in America i mentre in Italia no?

G. La cosa che mi manca di più è la mia famiglia, la compagnia ed il sostegno dei miei fratelli. Alle bambine manca la presenza dei nonni, anche se li sentono spesso su Skipe, non è la stessa cosa.

Mi mancano gli amici di sempre, perché all’estero si fa una gran fatica ad instaurare amicizie durature. Vabbe’ tempo al tempo. Si dice così?

Per quanto riguarda il lavoro qui a Nashville sembra di vivere nei floridi anni ’80, quando anche in Italia non esisteva il problema di trovare lavoro. Gli statunitensi cambiano spesso lavoro, sono disposti a trasferirsi da uno stato all’altro per proposte più rimunerative. In un certo senso fanno bene!

Quali sono i progetti per il futuro per lei e la sua famiglia?

G. Il mio progetto più imminente è quello di iscrivermi ad una scuola pubblica per adulti per perfezionare il mio inglese. Una volta pronta, mi piacerebbe buttarmi nel mondo del lavoro.
Per tutto il resto, è una continua sorpresa…

Grazie a Laura Corallo e al Resto del Carlino per l’opportunità.

PH by Andrea Bucciarelli ©2017 once upon a dream – Tutti i diritti riservati

You Might Also Like

8 Comments

  • Reply
    serena
    07/26/2017 at 10:48 AM

    sono fiera di te <3

    • Reply
      Giorgia
      07/26/2017 at 11:14 AM

      Grazie amica amica <3

  • Reply
    CRISTINA
    07/26/2017 at 11:41 AM

    Ma che bella intervista!!! Complimenti!!!

    • Reply
      Giorgia
      07/27/2017 at 9:40 AM

      Ciao Cristina,
      Sei troppo gentile. Grazie per essere passata <3

  • Reply
    Francesca
    07/26/2017 at 3:05 PM

    Ma dai! Sono super orgogliosa di te!

    • Reply
      Giorgia
      07/27/2017 at 9:39 AM

      Ciao Francesca,
      Grazie mille davvero <3

  • Reply
    Silvia Fanio
    07/27/2017 at 7:37 AM

    Giorgia, ti seguo da tantissimo e ti stimo mto per le tue scelte.
    Sei un donna fortissima ed hai delle bambine splendide!

    • Reply
      Giorgia
      07/27/2017 at 9:39 AM

      Cara Silvia,
      Grazie per le tue parole. Mi scaldano il cuore <3

    Leave a Reply

    Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.