Ho conosciuto Veronica Viganò al Festival della Rete 2015 e da subito mi ha conquistata con la sua simpatia. Veronica ha sempre la battuta pronta. Naturalmente è una persona molto ferrata.

Da lì ho iniziato a seguirla anche sui social network e ben presto siamo diventate amiche su Facebook. Tranquilli, non sono una stalker 😉

Veronica Viganò sta vivendo un periodo pazzesco, perché da pochi mesi è uscito il suo libro Senza biglietto da visita. Cosa sei disposta a lasciare per essere te stessa?” 

Pubblicare il libro non è stata una passeggiata e ti racconterò, no anzi Veronica ti racconterà il perché…

Veronica Viganò mi ha conquistata con la sua simpatia, ha sempre la battuta pronta.

Come nasce il tuo blog Manager di me stessa ?

V. Nel 2008 (ormai un’era geologica fa) ero una mamma full-time di Milano con due bambini sotto i 3 anni. Nel mio quartiere non conoscevo nessuna altra mamma con cui scambiare esperienze o semplicemente due chiacchiere e ai giardinetti incontravo solo tate straniere.

Per uscire dalla mia solitudine ho iniziato per caso a leggere Nonsolomamma.com , la capostipite di noi mamme blogger, fino a che un giorno, arrabbiata per come venivo vista dalla società milanese (una mamma a casa non sembra essere interessante o informata perchè improduttiva), mi sono decisa ad aprire il mio blog.

Il primo post parlava proprio dell’immagine delle mamme a casa e con mia grande sorpresa mi ha permesso di scoprire che non ero sola!

Leggi Fare la mamma? Ma che lavoro è?

Dopo qualche anno hai fondato un altro blog, 40 Spesi Bene …

V. Anche in questo caso è stata la risposta ad una mia difficoltà. Avevo appena ricevuto una brutta batosta sul lavoro. Ricordo che stavo guidando nel traffico e mi dicevo ad alta voce “Ho 40 anni, sono una professionista e valgo. Non possono trattarmi così”.

E’ stato in quel momento che mi è venuta l’idea di un blog multiautrice che esprimesse la bellezza e la forza dei 40 anni e oltre, dando voce ai vari modi di essere donna, lavoratrice, mamma, amica, moglie.

Desideravo offrire spunti e soluzioni a donne felici di sé, che non pretendono di essere per forza delle wonderwoman o delle finte ragazzine.

Quando hai sentito l’esigenza di scrivere un libro?

V. Ero stata tra le autrici di un manuale semi-serio per future mamme, “Hai voluto la carrozzina?” , ma l’idea del libro è venuta ad una grande e prestigiosa casa editrice, che ha visto in me un caso editoriale.

Nel blog infatti dicevo “non sto più dietro ad una scrivania ma mi sento più viva ed interessante di prima”.

Perchè una donna in carriera può decidere di fermarsi? E’ tutta colpa della maternità o c’è dell’altro?

Poi purtroppo la mia casa editrice ha ceduto il ramo narrativa ad un’altra casa editrice e io, come gli altri esordienti, per motivi di budget non sono stata più pubblicata, nonostante il lavoro fatto.

Per me è stata una grossa delusione, ma dopo un lungo percorso ho deciso di pubblicare comunque il mio romanzo su Amazon.

Alla fine ho avuto ragione, perchè vedo che riceve recensioni molto positive e “Senza biglietto da visita” è stato tra i finalisti del Fattore Mamma Award 2017.

“Senza biglietto da visita” è il nuovo libro scritto da Veronica Viganò.

Di cosa parla il tuo libro appena uscito Senza biglietto da visita. Cosa sei disposta a lasciare per essere te stessa?

V. E’ la storia di una giovane manager, Silvia, che riesce a fare fare carriera in un’azienda maschilista.

Ma una maternità inattesa sconvolge la sua vita, cambiando completamente le sue priorità e costringendola a delle scelte che deludono tutte le donne importanti della sua vita.

La ricerca delle sue vere aspirazioni, al di là delle aspettative che la cultura famigliare e la società le hanno imposto, porterà Silvia a trovare una nuova identità e a dare un nuovo significato alla parola “successo.”

E’ un romanzo sulle domande che ogni donna si è posta almeno una volta nella vita e… il finale è tutt’altro che scontato!

Vorrei conoscerti meglio. Mi dici 3 qualità che ti contraddistinguono?

V. Mi metti un po’ in imbarazzo! Penso di essere socievole, generosa e molto curiosa delle persone e di tutto ciò che mi circonda.

Ora 3 difetti…

V. Sicuramente una certa timidezza nell’esporre il mio lavoro, ho una forte sindrome dell’impostore. Per me il self-publishing è stato terapeutico. Poi mi sento sempre responsabile di tutti i mali del mondo e sono molto critica nei confronti di me stessa.

Mamma, scrittrice e blogger. In quale ruolo ti senti di più a tuo agio?

V. Bella domanda. Io mi sento una comunicatrice che usa vari mezzi per trasmettere i propri pensieri. In generale mi sento a mio agio con una tastiera davanti.

Ho seguito le vicissitudini legate alla pubblicazione del tuo libro. Che consiglio potresti dare a chi come te decidesse di fare self-publishing?

V. Di farlo. E’ molto faticoso e vanno seguite delle regole, ma può dare comunque delle belle soddisfazioni.

L’importante è capire come muoversi per la promozione e non trascurare di sottoporre il lavoro ad un editor, che è essenziale.

Infine, non è la possibilità di guadagno ad orientare la scelta, ma la distribuzione.

Da 1 a 10, quando ti sostiene marito nei progetti?

V. 11! Crede in me più di quanto lo faccia io!

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

V. Visto che ho scoperto che mi piace scrivere, il mio sogno è scrivere un bel romanzo stile Elena Ferrante o simili, naturalmente di successo.

Però devo confessarti una cosa: la parte più bella è pensare la storia, architettarla nella mia mente, emozionarmi mentre la scrivo.

Il processo creativo, lo stato mentale visionario che mi fa sentire viva forse è il vero sogno.


Grazie a Veronica Viganò per la disponibilità e per l’utilizzo delle immagini.