Giornalista, mamma e blogger, insomma niente di serio.

Lucrezia Sarnari aka C’era Una Vodka, ama descriversi così. Si definisce anche una pessima madre e a tal proposito ha fondato il club delle Pessime Madri. Inutile dirvi che, è stato un successo!

Di Lucrezia mi piace quello che scrive. Mi piace il suo essere (pessima) mamma. Mi piacciono le foto che pubblica su Instagram. Insomma mi piace un sacco… Per questi motivi, ho pensato bene di intervistarla.

Beh anche per conoscerla meglio 😉

Giornalista, mamma e blogger, insomma niente di serio. Lucrezia Sarnari aka C'era Una Vodka, ama descriversi così.

Qual è la prima cosa che ha pensato Lucrezia Sarnari, quando ha scoperto di aspettare un bambino?

L. “Cazzo e adesso?”

Come nasce il tuo blog C’era Una Vodka?

L. Nasce dall’esigenza di raccontare alle non mamme che, pur essendo diventata mamma ero ancora “una di loro”, di raccontare quanto fosse difficile per me vivere un’esperienza che non avevo mai sognato, né desiderato e di dire che a me la maternità non sembrava affatto questo paradiso del quale mi avevano parlato. E poi io scrivo di lavoro e, sinceramente, un biglietto da visita online mi serviva.

E il club delle Pessime Madri?

L. Forse per sentirmi meno inadeguata, non lo so. In realtà è nato tutto da un post nel quale elencavo i motivi che mi facevano sentire una madre tutt’altro che perfetta, ma non avrei pensato che quel post avrebbe scatenato un tale entusiasmo tra tantissime madre che, chi per i miei stessi motivi, chi per quelli opposti, si sentono anche loro imperfette, inadeguate, sempre in difficoltà. Da questa euforia l’idea di un club che in realtà è un luogo virtuale dove raccontarci, senza peli sulla lingua, i lati oscuri di questo benedetto essere madri.

Con la nascita di Pietro, quali cambiamenti hai apportato al lavoro?

L. Guarda, gli ultimi 4 anni sono stati di gran caos. Ho ripreso a lavorare presto, Pietro aveva circa 4 mesi e sono tornata al mio vecchio ruolo di redattrice nella redazione dove ho lavorato fino allo scorso anno. Adesso lavoro da casa, come freelance, anche e soprattutto dietro la spinta del blog che mi ha dato l’idea di creare una sorta di piccolissima agenzia di comunicazione per aziende che operano nel settore kids. Conciliare è difficile, non si può pensare di essere presenti e in carriera, ma si prova, ognuna in base ai propri sentimenti e obiettivi. Come scrivo spesso, la maternità mi ha reso più produttiva ma non di certo più ordinata.

 

Mamma, giornalista, scrittrice e blogger. In quale ruolo Lucrezia Sarnari si sente di più a suo agio?

L. Di sicuro non in quello di blogger, ho un blog ma sono una blogger? Non lo so. Non mi piace nemmeno definirmi una madre, né una giornalista perché non credo che possa essere il lavoro ad identificare una persona. Mi piace dare un nome alle cose, è vero, ma i ruoli mi stanno stretti, tutti. Diciamo, una donna che cerca di tenere equilibrio vodka e supereroi, passando per una propria affermazione professionale e quanto di più si può avvicinare ad una mia definizione 😉

Ti definisci una pessima madre, ma ultimamente hai anche preparato una torta al cioccolato insieme al tuo pargolo. Mica ti starai trasformando anche tu in una mamma perfetta? 😉

L. Vuoi la verità? L’ho fatto solo per il mio profilo IG…

L’ultimo libro che hai letto?

L. Sto leggendo “Le voci del mondo” di Schneider, una favola di amore è morto davvero intensa.

Se tu fossi Kate Moss…

L. Sarei la donna più figa del mondo?

Qual è il sogno nel cassetto di Lucrezia Sarnari?

L. Mi piacerebbe continuare a lavorare come faccio, a quello che mi piace e vivere di scrittura in maniera “meno precaria”. Vorrei riuscire a pubblicare un buon romanzo e riuscire a traghettare il blog verso una nuova fase, quella di magazine non solo per mamme ma femminile in senso più ampio.

Ringrazio Lucrezia Sarnari per la disponibilità e per l’utilizzo delle immagini.

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