Dopo svariate settimane di pranzo e cena fuori casa.

Dopo esserti ritrovata con il viso pieno di brufoli manco in prima liceo.

Dopo la perenne colite e le corse alla toilette.

Dopo aver prosciugato il portafogli.

Ecco che prende il sopravvento l’istinto di sopravvivenza. Dedici che è arrivato il momento di mettersi seriamente ai fornelli.

Sì perché qui a Nashville, ma penso che la cosa valga per tutto il resto degli Stati Uniti d’America, pranzare o cenare fuori è una impresa su vari fronti: qualsiasi pietanza tu ordinerai sarà eccezionalmente elaborata, speziata o  piccante.

Tutte le volte che ordino qualcosa al ristorante, mi devo ricordare di dire “NO SPICY”, perché sennò c’è il rischio di ritrovarsi tutto il pomeriggio con la lingua di fuori, a bere litri e litri d’acqua, perché il cibo che hai appena consumato era very very hot!

Noi che in famiglia siamo abituati alla dieta mediterranea, perlopiù piatti semplici, ma nutrienti e come condimento, al massimo un filo d’olio evo e un pizzico di sale. Se proprio vogliamo esagerare una volta ogni tanto, non diciamo di no alle tagliatelle al ragù alla bolognese, a l’amatriciana o alle penne all’arrabbiata. Ci piace la pasta condita e ci piace fare la scarpetta col pane insomma…

Però il troppo stroppia. E se dico troppo, non esagero!!!

Qui a Nashville però c’è un problema di fondo ed io non capisco la necessità di condire e speziare in maniera assurda qualsiasi pietanza: dalla carne, al pesce, alla verdura. Per non parlare della pizza con impasto all’aglio O.o

Potete esagerare con tutto, ma la pizza all’aglio, eh no, non l’accetto!!!

Ecco che l’ istinto di sopravvivenza si impossessa del tuo corpo. Decidi allora un pomeriggio come tanti di fare la pizza Margherita in casa. Devi comprare quello che ti serve e vai al supermercato.

E qui viene il bello.

Nella mia vita precedente (scherzo eh), insomma quando vivevo a Sassuolo andavo alla Coop e compravo il mio cubetto di lievito di birra o le bustine di lievito disidratato.

A Nashville si fa una gran fatica a trovare il cubetto di lievito di birra fresco, perché non tutti i negozi ce l’hanno e se ce l’hanno è nascosto chissà in quale parte del frigorifero. E’ più facile reperire il lievito disidratato in bustine, lo troverete col nome di ACTIVE DRY YEAST.

Da quando mi sono trasferita in USA, preferisco acquistare Organic Food, viene chiamato così il cibo biologico, tra cui la farina. Devo ammettere che non ho mai avuto le mani in pasta così tanto, come negli ultimi 3 mesi.

Vi piacerebbe sperimentare la ricetta della mia pizza Margherita? Metterò anche i nomi dei prodotti americani, spero sia utile a chiunque si sia trasferito da poco negli States… E che l’ istinto di sopravvivenza sia con voi.

Per: 4 persone

Difficoltà: facile

Tempo di preparazione: 15 minuti + il tempo di lievitazione (almeno due ore)

Tempo di cottura: 20 minuti

Ingredienti per due pizze Margherita del diametro di 32 centimetri

500 g Farina King Arthur Flour 100% organic

300 ml di Acqua

1 bustina di lievito Acctive Dry Yeast Fleischmann’s

2 cucchiaini di Zucchero

5 cucchiai di Olio Evo

1 pizzico di Sale

1 panetto di Fresh Mozzarella Cheese di Galbani

1 conf. di Passata di Pomodoro

Foglie di Basilico q.b.

Origano q.b.

Preparazione

Sciogliere nell’acqua tiepida il lievito con lo zucchero (come unità di misura utilizzo una tazza dell’Ikea).

Versare in una ciotola la farina, il sale e mescolare con un cucchiaio.

A questo punto aggiungere tre cucchiai di olio evo, il lievito sciolto ed impastare con le fruste a spirale o nella planetaria.

Io che non ho né la planetaria, né le fuste a spirale, impasto a mano, ma devo ammettere che non è faticoso, perché l’impasto è davvero morbido.

Anche Adelaide mi aiuta volentieri e si sporca le manine di farina 😉

Quando c'è da impastare la pizza Margherita, Adelaide mi aiuta volentieri e si sporca le manine di farina ;-)

Dopo qualche minuto la pasta risulterà una bella palla liscia, quindi coprire con un canovaccio pulito e far riposare per almeno due ore al riparo da correnti fredde.

Trascorso il tempo necessario, dividere l’impasto lievitato in due parti, ungere bene le teglie con l’olio rimasto e adagiare bene la pasta.

Il mio segreto sta nel condire la pizza Margherita nella teglia col pomodoro, un filo di olio evo, origano, basilico e lasciare lievitare ancora un’ora.

Nel frattempo accendere il forno tradizionale a 200° C o per chi vive negli States 390° F e selezionare BAKE, dopodiché infornare per 10 minuti e aggiungere la mozzarella tagliata a fette.

L'istinto di sopravvivenza mi ha suggerito che fare la pizza Margherita in casa è la cosa più bella del mondo... E anche la più buona!!

Altri 10 minuti di cottura e la pizza risulterà croccante in superficie, ma all’interno morbida, così sarà più facile da masticare per i bambini.

La pizza Margherita fatta in casa è stata la nostra ancora di salvezza in questi mesi.

Le mie bambine ne vanno ghiotte e Adelaide spesso mi chiede di prepararla insieme ed io l’accontento volentieri!! E’ diventato un vero e proprio rito, quello di impastare e stendere la pizza insieme.

Vedi un po’ cosa ci fa fare questo istinto di sopravvivenza ?? E soprattutto fatemi sapere come vi siete trovate con questa ricetta 😉

PH by Giorgia Balestri © 2016 Once Upon A Dream – Tutti i diritti riservati

firma_blog