Eh già ora tocca a me. La moglie del trasfertista in trasferta. Vi mancava eh??

Sì perché da poco più di due settimane ci siamo trasferiti a Nashville in Tennessee. Siamo nel cuore dell’America, dove in estate la terra scotta dal caldo e il tasso di umidità sfiora l’80%. Diverse volte con Andrea ho sbottato: “Ma dove mi hai portato??”. Ora dopo due settimane, io, moglie del trasfertista in trasferta, tiro le somme.

In tanti mi avete chiesto come procedeva la nuova vita americana. Quelli passati, sono stati giorni intensi. Prima di tutto il viaggio lunghissimo, quasi un giorno intero in viaggio tra due scali, tre aerei, con due bambine piccole, due passeggini e due trolley ve lo raccomando (anzi no). C’è di bello che negli aeroporti le famiglie hanno la precedenza, ma è stancante lo stesso!!

Le persone qui a Nashville sono cordiali, educate e ti salutano sempre, anche se non ti conoscono. Un “Hi” non si nega a nessuno! Anche a Sassuolo tutti ti salutano. Uguale.

Colpa del jet-lag che ci ha fatto dormire pochissimo e malissimo per alcuni giorni, abbiamo fatto la spesa nelle ore più impensabili: ho messo piede al Walmart alle 5:30 di mattina. Che figata i negozi aperti 24h su 24. Ma poi è tutto più grande, enorme, prendi il latte, la bottiglia da 1 gallone (sono circa 3,7 litri) non c’è il rischio di rimanere senza. Occhi a cuoricino.

In queste due settimane, spesso e volentieri siamo andati fuori a pranzo o cena. Qui a Nashville c’è l’imbarazzo della scelta, perché puoi trovare chi cucina la pizza napoletana (versione riveduta eh), chi propone la cucina americana, chi la cucina messicana, la cucina vegetariana o l’hamburger di bisonte… O… Comunque di fame non si muore!! 😉

I bagni dei locali o dei centri commerciali sono super lindi (sicuramente più puliti del nostro bagno in hotel) e super attrezzati per il cambio pannolino: c’è una sorta di fasciato a scomparsa, dove puoi cambiare in tutta tranquillità il tuo bambino.

Cominciamo con le note dolenti: l’aria condizionata a bomba. No mah, io non mi capacito. Va bene che fa caldo, ma tutte le volte passare dal caldo equatoriale al freddo polare non si affronta!! Peggio della corsia dei surgelati dell’Esselunga di Sassuolo e ho detto tutto. Noi ci siamo già ammalate e non ci siamo ancora saltate fuori. Il naso che cola ci accompagnerà ancora per un bel po’.

L’hotel dove alloggiavamo. Ecco in questo paragrafo potrei scrivere le più brutte cose e invece sarò una signora: l’hotel faceva cagare. Era sporco, sporco, sporco e ancora sporco. Nel nostro breve, ma intenso soggiorno in hotel, la mattina ci svegliavamo in compagnia degli scarafaggi che si appisolavano sul tappetino del bagno. Cari. Marito mi diceva che poteva andare anche peggio, perché lui ha visto cose che vuoi uomini non potete immaginare e che la maggioranza degli hotel è così. Quindi ci siamo dati una mossa a cercare casa. Altra nota dolente.

Cercare casa a Nashville in estate è un gran casino. I prezzi degli affitti lievitano anche di $200 in più al mese. Ma la cosa più triste è che con il nostro budget non abbiamo trovato una cippa lippa o meglio, sotto quel prezzo erano disponibili solo dei catorci di appartamenti. Qui funziona che sei hai “del grano” ti puoi permettere di spendere anche 3.000$ al mese per un appartamento strafigo a Nashville città, ma non è il nostro caso. Quindi abbiamo deciso di “Voglio andare a vivere in campagna…” come cantava Toto Cotugno, per risparmiare un pochino!

Per risparmiare qualche dollaro, la moglie del trasfertista consiglia di cercare casa fuori Nashville città!
Qui a Nashville hanno una versione tutta distorta del significato di “casa ristrutturata” o messa a nuovo. Le prime volte mi sono sentita presa per il culo: per alcuni bagno nuovo è sinonimo di vasca arrugginita, ridipinta con lo smalto bianco. Orrendo. Ho discusso (anzi il mio era un monologo in dialetto) con l’omino tutto fare del residence: non è necessario essere laureati per togliere il silicone vecchio e mettere quello nuovo!! Comunque l’omino ha capito perfettamente cosa volevo dire… Non è facile digerire queste situazioni per una come me che viene dalla scuola “Pago, pretendo”. No, non è mica facile.

Apriamo il capitolo arredamento. Come in ogni cosa, de gustibus non est disputandum okay okay. Ma per chi ama l’arredamento stile moderno, pulito, senza fronzoli o semplicemente adora i mobili dell’Ikea (qualità prezzo ineccepibile) si spara un colpo in testa. Lo stile americano prevede mobili color nero, attenzione non ho scritto wengè, che tra l’altro mi piace un casino, no no proprio black. Nelle forniture, così si chiamano i negozi di mobili a Nashville, trovi solo mobili pomposi o troppo classici o tanta roba, tra l’altro a dei prezzi esosi. Per acquistare qualche pezzo moderno, abbiamo scelto il sito allmodern.com

La moglie del trasfertista ha rischiato la depressione nel ennesimo negozio di mobili. Per fortuna la figlia le ha strappato un sorriso ;-)
La moquette regna sovrana in tutta la casa eccetto in bagno e nella zona fornelli in cucina. La nostra fortuna è stata trovare un appartamento dove la moquette è nuova, appena cambiata. Guardiamo il lato positivo: le bambine ad ogni caduta attutiscono il colpo ;-))

Chiuderei con una nota positiva: le case a Nashville sono belle grandi, organizzate bene, perché hanno un’infinità di ripostigli o dispense. Per non parlare delle cabine armadio, quelle sono il top. Finalmente possiamo anche noi avere la casa in ordine, nonostante due bambine piccole!

Ora vi lascio perché ho un manuale da studiare che mi attende, se voglio prendere la patente americana… Chi di voi è stato in America? Che consigli avete da darmi?

PH by Giorgia Balestri © 2016 Once Upon A Dream – Tutti i diritti riservati

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