Ginevra ha da poco compiuto due mesi di vita e la sto allattando a richiesta e per richiesta intendo che è sempre, perennemente attaccata al seno. Quando si addormenta e vado per metterla nella culla si sveglia piangendo (che polpetta ;-)) e per tranquillizzarla e magari non svegliare la sorella che dorme, l’attacco alla tetta. Viceversa se dopo aver cantato un rosario di ninne nanne Ginevra si addormenta, spesso e volentieri Adelaide la sveglia di proposito… E dai pure con i pianti e con gli strilli, ma ecco che arriva in soccorso la tetta della mamma. La notte non abbiamo ancora raggiunto un equilibrio o una costante, però qualche ora di sonno ce la godiamo, coliche a parte e allora la tengo in braccio o sul mio petto e un qualche pisolino lei lo schiaccia… Io no!!

Devo ammettere che l’allattamento a richiesta a lungo andare è frustante: ci sono giorni che muoio letteralmente dal sonno e per un motivo o per l’altro non riesco a riposarmi, ma Ginevra tutta indisturbata. Quindi una mamma da sola con due bambine piccole che fa? Si cinge di tanta pazienza e va avanti lo stesso… No, non mi sono ancora votata al Martirio e non ho intenzione di farlo. Personalmente tengo botta fin quando non rientra a casa marito, per poi fiondarmi appena posso a letto! La sera arrivo davvero stanca e in più se ci si mette personcina che ogni tre per due mi ricorda che “La bambina è sempre attaccata al seno, non va bene, la vizi… Prova a darle il latte artificiale, perché ha ancora fame… Si vede che il tuo latte non è sostanzioso… Perché non le dai il ciuccio?… Ma non ci arrivi mica a sei mesi di allattamento così, ti esaurisci prima… ” E ci risiamo. Quando si parla di allattamento sono tutti maestri, tutti pronti a dare consigli (non richiesti).

(…)

Premessa: se mi esaurisco è colpa tua che mi stai letteralmente scassando i capassisi, come diceva il Commissario Montalbano. Ho provato a dare il ciuccio a Ginevra, le vengono i conati del vomito. Ho comprato una confezione di latte in polvere, ma l’ho gettata nella pattumiera, perché la bambina non lo gradisce. Per non parlare del biberon, appena lo vede scoppia a piangere. Cosa devo fare? Mi devo strappare i capelli dalla disperazione per dare ascolto a questi (pseudo) consigli? Non penso proprio. Quello che penso e mi sento di fare, è continuare ad allattare, perché la bambina cresce bene, in media 250 grammi a settimana. Nessuno dice che sia facile, ma rimane la cosa più giusta e naturale da fare. Prima o poi la bambina crescerà e cambieranno i suoi ritmi e le sue esigenze. Prima o poi. D’altra parte per me questa situazione è del tutto nuova: con Adelaide dopo soli quaranta giorni di allattamento al seno persi il latte e passammo a quello artificiale. Accettò di buon grado il biberon e il ciuccio senza troppi problemi. Sono sorelle, ma non sono uguali, hanno caratteri totalmente diversi. Chi mi dice che con Adelaide sono stata fortunata, può essere, perché non si è mai lamentata, non ha mai pianto strillando, a parte i 15 giorni passati in ospedale grazie alle punture di penicillina.

Ginevra è una bambina che ha bisogno di alto contatto, ha bisogno di sentire il calore e l’odore della mia pelle, della sua mamma, ma non per questo mi sento meno fortunata. La capisco bene, perché anche io da piccola ero parecchio mammona e pativo dei dispiaceri quando non era possibile stare con la mia mamma. Ricordo benissimo il primo giorno di asilo, il primo giorno di scuola primaria, dovettero chiamare a casa, perché non facevo altro che ripetere “Voglio la mamma!”. Nella “scatola dei ricordi” che custodisco gelosamente, ci sono fotografie che testimoniano questo attaccamento, la mia manina che stringe il lembo della gonna o del pantalone della mamma, come per dire: “Stai qui con me. Non mi lasciare.”

L'allattamento a richiesta viene consigliato almeno fino al 6° mese di vita del bambino.

In conclusione, invece di stare a criticare o dare inutili consigli, rendetevi utili facendo la spesa, riordinando la cameretta delle bambine, lavando i piatti sporchi o semplicemente stando zitti, perché alle volte il silenzio è d’oro! Invece di aprire la bocca per demolire, concentratevi sulle cose belle della vita, come l’attaccamento che sta nascendo tra le mie bambine: vedere Adelaide di soli due anni, che mi fa cenno con la manina di mettere la sorellina vicino vicino (se non lo faccio si arrabbia); se Ginevra comincia a piangere, Adelaide prontamente la coccola e le da i bacini. Magicamente la piccolina si calma e giocano insieme. Che tenerezza.

Pubblicai questo post il 19 Settembre 2015 sul mio blog Ninna Nanna Ninna – O

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