Ho le contrazioni ogni dieci minuti: dite che ci siamo? Oggi o al massimo domani nascerà Ginevra?

E’ da stamattina che avverto qualche dolorino e pensavo tra me e me: “Dai ci sta… Domani entrerò nella 40esima settimana”. Alle 8:00 mi visita l’ostetrica in reparto (mi avevano fissato un appuntamento tre settimane fa’ allo scadere del termine previsto. Qui all’ospedale di Sassuolo funziona così). Mentre le comunicavo la “novità”, sentivo il battito del cuore di Ginevra, l’ostetrica misurava la mia pressione e mi consigliava di scollare le membrane… Voi sapevate di questa procedura? Io francamente no.

Tutto è pronto ed ho le contrazioni. Dite che ci siamo?

Lo scollamento delle membrane è una manovra che permette di accelerare o indurre il travaglio e consiste nello scollare in modo meccanico le membrane amniocoriali dalla superficie interna del collo dell’utero. È una pratica che viene messa in atto dal ginecologo o dall’ostetrica per sollecitare l’inizio del travaglio o per accelerarlo nel caso in cui proceda troppo lentamente, verso la 40esima settimana di gestazione. Lo scollamento delle membrane sollecita l’inizio del travaglio e può indurre il parto in quanto vengono stimolate le contrazioni uterine, inoltre grazie a questa stimolazione, l’organismo materno libera una particolare sostanza, le prostaglandine, utile ad accelerare il travaglio. Infine favorisce il rammollimento della cervice e aumenta l’attività contrattile uterina”. Non è stata una passeggiata, ho sentito male, poi come in tutte le cose subentra la propria soglia del dolore più o meno alta.

Proprio in questi giorni mi chiedevo come fossero le contrazioni, il dolore vivo, perché nonostante non sia alle prime armi, si fa tanto presto a “dimenticare le cose brutte” o per lo meno ho addestrato la mia testolina a reagire così nel corso degli anni. Ora come ora posso dirvi che le contrazioni iniziali assomigliano a quel forte dolore che si prova il primo giorno dell’arrivo delle mestruazioni, che ti prende il basso ventre e poi la schiena, quando non vedi l’ora di deglutire una pastiglia per allontanare il dolore e stare meglio. In questo momento non c’è pastiglia che tenga, è un dolore che deve solo aumentare ahimè.

C’è chi ricorre durante il travaglio all’anestesia epidurale, “è una modalità di anestesia loco-regionale che prevede la somministrazione di farmaci anestetici attraverso un catetere posizionato nello spazio epidurale (lo spazio epidurale è una zona di pochi millimetri di spessore da 3 a 6, compresa tra legamento giallo e dura madre, che si estende per tutta l’estensione della colonna vertebrale) a scopo analgesico in travaglio di parto”, ma nella struttura ospedaliera dove partorirò non è possibile effettuarla.

E poi in tutta sincerità vorrei passare un travaglio e parto del tutto “normale”, come Madre Natura vorrà: l’ho fatto presente firmando il Consenso Firmato per il ricovero in ospedale, che sono assolutamente contraria per una induzione farmacologica del parto con la somministrazione di ossitocina per via endovenosa, all’episiotomia quel piccolo intervento chirurgico che si effettua durante il parto, alla fine del periodo espulsivo, per agevolare la nascita della bambina; grazie a Dio l’uso del forcipe non c’è più! Quindi questa manovra risultava la meno invasiva e naturale possibile.

L’unica cosa che mi rimane da fare quindi, oltre a stendere l’ultima lavatrice fatta e sistemare un po’ casa è aspettare… Aspettare che le contrazioni si facciano più intense e frequenti, quando saranno ogni tre minuti allora mi precipiterò all’ospedale con marito. Nel frattempo cercherò di fare solo cose che mi rilassano veramente, tipo scrivere e finire questo post, leggere e magari fare una bella doccia calda, che pure questa aiuta! Ginevra ti stiamo aspettando! In bocca al lupo a me <3

Si ringrazia Elisa Kikina Creativa per il fiocco nascita <3

Pubblicavo questo post il 26 Giugno 2015 sul mio blog Ninna Nanna Ninna – O.

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