I’m not a perfect person

As many things I wish I didn’t do

But I continue learning

I never meant to do those things to you

And so I have to say before I go

That I just want you to know…

Tutte le volte che sento quel giro di chitarra. Tutte le volte che sento quella voce cantare, faccio un tuffo nel passato, una sorta di flashback. Correva l’anno 2004. Col senno di poi, posso dire che quell’anno mi cambiò la vita per sempre. Tutto cominciò a febbraio, quando un venerdì prima di pranzo ricevetti una brutta notizia: un caro amico di famiglia era in fin di vita. Prima caddi nello sconforto, poi sentii il cuore battere all’impazzata e il fiato mancare. Mi sentii quasi morire.

Mi ripresi dopo un bel po’ e chiamai il medico. Non feci in tempo a descrivergli i sintomi, che sentenziò così: “Giorgia hai avuto il tuo primo attacco di panico!” Attacco di cosa? Non sapevo nemmeno dell’esistenza… Il medico continuò: “Dai non ti preoccupare. Sarà un momento di forte stress, vedrai che come sono venuti, così andranno via da soli… Cerca di riposarti.” Quel pomeriggio andai al lavoro, ma ero stanchissima, come se mi fosse passato sopra un tir. Mi ripetevo: “Prima o poi passerà, sarà colpa dello stress.”

Passavano i giorni e passavano i mesi, ma questi attacchi di panico non se ne andavano, anzi, mi ritrovai in ospedale con la flebo attaccata al braccio. Ricordo il senso di impotenza, che piano piano si stava impadronendo di me: avevo paura di stare a casa da sola. Avevo paura di andare al lavoro. Avevo paura di guidare la macchina. Mi sentivo soffocare solo all’idea di entrare in un centro commerciale. Di notte non dormivo, perché queste paure affollavano la mia testa. Mi sentivo impotente e terribilmente stanca. Ero terribilmente infelice.

{ I’m not a perfect person }

I’m sorry that I hurt you

It’s something I must live with everyday

And all the pain I put you through

I wish that I could take it all away

And be the one who catches all your tears

That’s why I need you to hear…

Era estate, anzi una delle estati più calde degli ultimi decenni e per radio passavano in continuazione The reason degli Hoobastank assieme a This love dei Maroon 5, i tormentoni dell’estate 2004. Me le ricordo bene. Io continuavo a stare male: gli attacchi di panico erano sempre più frequenti e non tolleravo i medicinali che avrebbero dovuto aiutarmi a superare le continue crisi. Ero stanca, avvilita, non ce la facevo più, mi sentivo uno straccio e avevo solo voglia di piangere.

Poi sul mio cammino incontrai una buona anima che di professione faceva il Dottore e prese a cuore la mia situazione. Dopo alcune prove, si andava per tentativi, trovò la cura giusta per me. Finalmente cominciai a riposare e a non pensare più alle mie paure, come una sorta di blackout cerebrale.

Era agosto e invece di andare al mare o ai monti, lo passai a casa a dormire e mangiare. Mangiare e dormire. In un momento di lucidità, salii sulla bilancia e vidi la lancetta che oltrepassava i 70 kg e allora chiusi gli occhi per non vedere. Qualcuno mi chiese se fossi incinta. Amen.

{ I’m not a perfect person }

I’ve found a reason for me

To change who I used to be

A reason to start over new

and the reason is you…

A settembre scattò qualcosa dentro di me: sentii che dovevo reagire, dovevo rialzarmi, toccai il fondo sì, ma non tutto era perso. Iniziai a fare sport e questo mi aiutò parecchio. Persi qualche chilo, andai dal parrucchiere e iniziai di nuovo a prendere in mano la mia vita. Ma come mai mi ero ridotta così? Quali erano i motivi?

{ I’m not a perfect person }

I’m sorry that I hurt you

It’s something I must live with everyday

And all the pain I put you through

I wish that I could take it all away

And be the one who catches all your tears

Thats why i need you to hear…

Mi sentivo infelice, imprigionata in un matrimonio, che di matrimonio era solo apparenza. Stavo con un uomo che si era rivelato diverso da quel ragazzo che avevo sposato e mio malgrado non c’era modo di cambiarlo. Le persone non si possono cambiare punto ed io non l’amavo più. Lo sentivo distante, percepivo che non sopportava vedermi così: e pensare che sarebbe bastato solo un abbraccio o una parola di conforto. E invece niente.

Nel frattempo persi anche il lavoro, per colpa delle assenze (giustificate). Questa volta invece di ricadere nel baratro più profondo, trovai la forza di reagire: cercai un nuovo impiego e dopo solo 3 giorni ricominciai a lavorare. Nel frattempo parlai a mio marito a cuore aperto, ma non venni capita. Io però, ero motivata più che mai, non avrei mai più permesso a me stessa di soffrire così per colpa di una persona o di una situazione negativa. Ci lasciammo qualche tempo dopo.

{ I’m not a perfect person }

I’ve found a reason for me

To change who I used to be

A reason to start over new

and the reason is… Me!

La mia decisione creò non poco scompiglio, vi tralascio le scenate di ex marito e la reazione dei rispettivi genitori. Non tornai mai più indietro, anche se mi aspettava un percorso tortuoso da percorrere, perché sapevo che quella era la cosa giusta da fare. Avevo una ragione in più per ricominciare di nuovo. La ragione ero… Io!

I'm not a perfect person. C'è voluto tanto per risalire, ma ce l'ho fatta da sola!

PH by Giorgia Balestri © 2016 Once Upon A Dream – Tutti i diritti riservati

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