Cosa voglio di più dalla vita? Un Nocino. Lo so, lo so che la pubblicità recitava diversamente, ma francamente me ne infischio… In verità ho solo la “ricetta” del Nocino e basta! 😉 Il Nocino è un liquore ottenuto dal mallo della noce, a mezzo di infusione in alcool. Nei giorni di festa il Nocino non può mancare sulle tavole modenesi: che sia chiaro non tracanno liquore dalla mattina alla sera, ma siccome tra qualche mese mi troverò dalla parte opposta del mondo, voglio tenere vive certe nostre usanze, per esempio, come produrre artigianalmente il Nocino!

“Le origini del Nocino sono incerte. Si sa che esistono versioni di liquore di noci in molti paesi europei, dall’Italia, agli Urali, all’Inghilterra. Documenti romani antichi riportano che i Britanni, si radunassero nella notte di mezza estate e bevessero da uno stesso calice uno scuro liquore di noce. Successive fonti riportano che tra i francesi era in uso un liqueur de bora de noix o ratafià di mallo. Il noce mantenne sempre un alone di leggenda, legato alla presenza di streghe e incantesimi, che si comunicò alla preparazione del liquore. Tradizionalmente, infatti, le noci venivano raccolte nella notte di San Giovanni (la notte del 24 Giugno) dalla donna più esperta nella preparazione che, salita sull’albero a piedi scalzi, staccava solo le noci migliori a mano e senza intaccarne la buccia. Lasciate alla rugiada notturna per l’intera nottata, si mettevano in infusione il giorno dopo. La loro preparazione terminava la vigilia di Ognissanti, cioè la notte del 31 ottobre. Nella raccolta la tradizione chiede di non usare attrezzi di ferro: il metallo, infatti, intaccherebbe le proprietà delle piante officinali. È un fatto che i vegetali tagliati con lama di metallo ossidano prima e appassiscono più in fretta di quelli tagliati, ad esempio, con una lama di ceramica. L’usanza è comunque molto antica e già i druidi la seguivano cogliendo il vischio con un falcetto d’oro.” (Fonte Wikipedia)

Ma perché vi ho raccontato tutto questo? Tra poco capirete il perché… Siete pronti per produrre artigianalmente il Nocino? Seguirò la ricetta de Il Matraccio Albo Assaggiatori Nocino Tipico di Modena, con cui ho avuto il piacere di fare un mini corso l’anno scorso proprio in questo periodo. Per info ilmatraccio.it

Ingredienti

1 L di alcool etilico

1 kg di malli di noce (30/33 circa)

700/800 g di zucchero

Preparazione

Le noci vanno raccolte nel periodo intorno al 24 Giugno, perché la maturazione del frutto non deve essere ancora completata e il mallo deve risultare verde e abbastanza tenero, sennò risulterebbe parecchio difficoltoso rompere i malli col coltello. Tagliate le noci, ancora ricoperte dal mallo, in almeno 4 parti e mettetele in un vaso di vetro con l’aggiunta dello zucchero: 2 gg dopo aggiungere l’alcool e lasciate riposare per almeno 4 mesi.

L’infuso va tenuto in un luogo soleggiato e mescolato di frequente e ama le escursioni termiche: io tenevo il vaso sul balcone in un angolo riparato dalla pioggia. Il tappo non deve sigillare, l’infuso va lasciato respirare.

Terminato il periodo di macerazione, si rimuovono i malli e si filtrano le impurità: per questa operazione possiamo usare carta in cellulosa, tela o in commercio si trovano filtri di carta monouso. Il nocino una volta filtrato, si lascia affinare per altri 6 mesi (minimo) in bottiglie di vetro o ancora meglio in botticelle di rovere o castagno.

Come si presenta Nocino?

Il Nocino deve risultare relativamente denso, color bruno brillante, limpido, con sentori e profumo di noce intensi e persistenti, deve prevalere il sapore della noce e non altri aromi (c’è chi aggiunge all’infuso chiodi di garofano o cannella). Il modo migliore per gustarlo è liscio a temperatura di 16 – 18 C°, come digestivo alla fine dei pasti. Le varianti prevedono l’utilizzo del ghiaccio in estate, come punch in inverno oppure servito con formaggio grana o sul gelato come dessert 😉

Il mio Nocino, prodotto artigianalmente con le dritte de Il Matraccio Albo Assaggiatori Nocino Tipico di Modena.

Per rendere davvero unica la bottiglia del mio Nocino, ho utilizzato le etichette di Petit Fernand disponibili in 7 varianti; le etichette per barattoli sono indispensabili per identificare il contenuto: ci sono le etichette per marmellate, le etichette per conserve o per chi ha dei neonati in fase svezzamento, le etichette non possono non mancare per gli omogeneizzati fatti in casa. Queste etichette sono facilissime da applicare e il loro rivestimento di protezione le rende resistenti all’acqua, alla lavastoviglie, al microonde. Ideali per gli amanti del handmade!

Per rendere unica la bottiglia del Nocino, ho utilizzato le etichette di Petit Fernand.

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