Mi capita spesso di leggere nei forum, di mamme disperate, perché i loro piccini soffrono di reflusso gastroesofageo (RGE). Purtroppo è un fenomeno molto frequente nei bambini e capisco bene la loro disperazione, perché anche io mi sono trovata nella stessa situazione con la mia prima bambina: Adelaide stava davvero male ed io mi sentivo impotente, perché non sapevo cosa fare, non sapevo come aiutarla.

In parole povere “RGE è il passaggio involontario di materiale gastrico nell’esofago: è determinato dal rilassamento di un anello muscolare che normalmente si chiude quando lo stomaco, ripieno di cibo, si contrae, in seguito alla mancata o completa chiusura si determina un ritorno all’indietro del materiale ingerito, quindi il reflusso.

A seconda della incapacità funzionale, si distinguono vari gradi di reflusso gastroesofageo (RGE):

  • Per le forme più modeste, i sintomi sono rappresentati da continui rigurgiti che in genere non interferiscono con l’incremento di peso del bambino. Tali forme si risolvono spontaneamente, verso il 6 – 7° mese di vita, con l’assunzione di pasti solidi e con la postura verticale e non necessitano alcun trattamento.
  • In altre forme, poco frequenti, il rigurgito è così abbondante e frequente da interferire con un normale accrescimento e dare erosione alla parte finale dell’esofago con esofagite e dolori legati ad essa: si tratta allora di un reflusso gastroesofageo patologico.”
  • O come nel caso di mia figlia nessun rigurgito, però il ritorno all’indietro di materiale ingerito provocava dolori: questa è la forma più subdola da diagnosticare!

Quali sono i sintomi del reflusso gastroesofageo (RGE)?

“Durante il primo anno di vita il bambino presenta usualmente vomito e rigurgiti postprandiali ricorrenti. Se tale sintomatologia non è accompagnata da altri disturbi e la crescita del bambino è regolare, non è indicata, di solito, l’esecuzione di indagini diagnostiche o il ricorso aprovvedimenti terapeutici. Quando ai vomiti ed ai rigurgiti s’associa uno scarso accrescimento del bambino, è necessario intraprendere una terapia di tipo dietetico, postulare e farmacologico al fine di ridurre il reflusso gastroesofageo (RGE), migliorando così l’introito calorico. Per quanto concerne il lattante, inoltre, non vanno trascurati i sintomi che possono suggerire una condizione dolorosa, determinata dalla flogosi esofagea conseguente al RGE: pianto ed irrequietezza, specie nelle ore notturne, possono rappresentare il primo ed unico segno di una infiammazione della mucosa esofagea.

Esistono anche sintomi atipici. Come riconoscere il reflusso gastroesofageo (RGE)?

Di fronte ad un bambino non allergico, con asma bronchiale persistente e non associata a fenomeni catarrali delle alte vie respiratorie, è opportuno ricercare l’eventuale presenza di RGE. Altri sintomi respiratori che possono far sospettare un RGE patologico sono tosse persistente non spiegabile, raucedine, bronchiti/broncopolmoniti ricorrenti, atlettasie ricorrenti, episodi di cianosi. Rientrano inoltre nel quadro clinico del RGE patologico i cosiddetti sintomi neuro-comportamentali quali la sindrome di Sandifer (occasionali oscillazioni del capo, associate a movimenti distonici del collo) e la ruminazione ricorrente.”

Mia figlia Adelaide a tre mesi piangeva sempre: quando le davo il biberon, si vedeva che era affamata, ma dopo poche poppate scoppiava in lacrime! Piangeva se la mettevo nella culla distesa, riusciva a dormire solo in braccio e quante notti passate sul divano per farla riposare solo un’oretta. Era snervante vederla stare male e non poterla aiutare! Il pediatra ci raccomandò di fare un’ ecografia alla bambina e il Primario del reparto pediatria dell’ospedale le diagnosticava la presenza del reflusso gastroesofageo (RGE). Oltre a prescriverci uno sciroppo che inibiva la secrezione acida da parte dello stomaco da assumere due volte al dì, il Dottore ci diede alcuni consigli:

  1. Incrementare la consistenza dei pasti con l’aggiunta di cereali al latte: noi addensavamo il latte con tapioca o crema di riso e un biscottino.
  2. Può essere utile aumentare il numero dei pasti/die, riducendone la singola quantità.
  3. Porre il bambino con il capo rialzato di circa 30° sul piano orizzontale: mettevamo quattro libri sotto il lettino per rialzare solo la testiera.
  4. Anticipavo lo svezzamento con l’introduzione subito di frutta e dal quinto mese di vita della bambina con le pappe, perché l’assunzione di cibi solidi favorisce la guarigione da RGE.

Ricordo bene questo periodo; Adelaide dormiva solo in braccio per colpa del reflusso gastroesofageo (RGE)

Tutto questo permetteva alla mia Princi di mangiare in tutta tranquillità e di crescere alla grande! Coraggio mamme, nella maggior parte dei casi di reflusso gastroesofageo (RGE) si può sconfiggere e se desiderate ulteriori informazioni sull’argomento potete consultare il sito ospedalebambinogesu.it

E voi mamme avete utili consigli da dare?

PH by Giorgia Balestri © 2016 Once Upon A Dream – Tutti i diritti riservati

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